PRESENTAZIONE DEL LIBRO BAMBINI CHE FANNO RUMORE
A TRAMATZA E AD OVODDA
L'Amore passa attraverso i piccoli gesti e le cure di ogni giorno. un sorriso, una carezza, saper
ridere insieme. Molti bambini che fanno rumore non avvertono questa sensazione, si sentono non amati,
e poichè hanno bisogno di sentire che esistono, si fanno sentire così che non si possa non
parlare di loro
Bambini che Fanno Rumore
Troppo spesso è solo l'idea della fretta che il lavoro porta con sé, che fa sì che si escluda
tutto ciò che vi è intorno, mentre, a volte, basta fermarsi un attimo di fronte al rumore dei bambini,
per capire che ogni attimo è unico e irripetibile e va vissuto fino in fondo.Questo post partecipa al blogstorminghttp://genitoricrescono.com/tema-del-mese-lavoro/http://genitoricrescono.com/blogstorming/cosa-e-il-blogstorming/.
Quale miglior strumento, quindi, da utilizzare per parlare di sé, per fare rumore?
Bambini che fanno rumore
Il rumore dei bambini ha un suono particolare, quello della giovane vita che,
nel suo manifestarsi, trova, davanti e dentro sé, una serie di ostacoli che gli impediscono
di esprimersi come dovrebbe.
Bambini che fanno rumore
Di fronte ai comportamenti dei bambini, ciò che si tenta di fare, non è solo “definire” per controllare, ma anche “definire” per agire, mentre la prima necessità dovrebbe essere quella di saper leggere cosa effettivamente quel comportamento significa, per poi agire in maniera adeguata. Tuttavia, ciò non risulta facile perché troppe “regole educative” creano delle vere e proprie barriere all'ascolto del bambino e del suo disagio
Bambini che fanno rumore
Camminare il passo lungo degli adulti... un passo limpido e regolare, perché tuo figlio possa capirlo e starci attaccato, nonostante il suo passo bambino...
….E farlo senza mai voltarsi,
se ne avrai la forza: perché lui sappia che non si perderà, e che camminare insieme è un destino di cui non bisogna mai dubitare, giacché è scritto nella terra. ( Alessandro Baricco, Questa storia )
I bambini non hanno bisogno di troppe parole: un atteggiamento di ascolto e di accoglienza, di sospensione dei propri giudizi e consigli, spesso vale molto di più di mille parole.Se la relazione con il bambino avviene attraverso queste modalità, non solo gli permettiamo di potersi esprimere in maniera sana ( poiché si sente accettato e ascoltato), e quindi di accettarsi così com'è, ma gli insegniamo anche a divenire una persona che si pone verso l’altro con rispetto, ascolto e accettazione.
Bambini che fanno rumore
Essere genitori è, oggi, sempre più difficile, intendendo come genitori coloro che lo sono non perché hanno generato, ma in quanto esercitano il ruolo di padre e madre: padre, una parola che deriva dal sanscrito “pati” che significa proteggere; madre, che, sempre in base alla sua etimologia, risale al sanscrito ed indica colei che prepara e forma. Il padre e la madre hanno la funzione di proteggere, preparare e formare alla vita i propri figli.
È questo che attualmente sta diventando sempre più complesso. La vita è sempre più frammentaria: in continuo spezzettamento tra realtà diverse, si fatica a riconoscersi e a farsi riconoscere, vittime di una globalizzazione che disegna ciascuno attraverso canoni e regole
contrastanti che cambiano prima che ci sia il tempo di interiorizzarle.
In un mondo che ha fatto dell'incoerenza, della provvisorietà e della frammentarietà le sue voci principali, viene così a mancare quella base educativa necessaria ad ogni padre e ad ogni madre per dare stabilità ai propri figli, che stentano, come i loro genitori, a riconoscere e riconoscersi. Ci si muove nel frammentario, in ciò che si sa essere ora ma non domani: i gesti, le parole, le promesse e le regole, diventano sempre più testimonianza di un futuro incerto e insicuro. È frammentario l'ascolto e il tempo che si dedica a chi si ama. Il progetto di una vita congrua e coerente sembra sempre più lontano, traducendosi in instabilità, insicurezza e destabilizzazione nei bambini che faticano a trovare un punto fermo e stabile in chi li circonda. La conseguenza inevitabile del vivere di oggi è la solitudine del microcosmo famiglia: in un sistema in cui tutto è divenuto immediato, dove ogni esigenza e bisogno dell'uomo moderno è soddisfatta in tempi sempre più brevi, dove tutto è scandito da orari e tempi non prorogabili, oltre che da paradigmi contrastanti da rispettare, non c'è più spazio per l'altro.
Sempre meno è il tempo che si dedica al “semplice stare con gli altri”, perché tutto è troppo stretto o perché si è troppo stanchi. Tutto e subito, insieme a tanta solitudine a cui non pensare, per non stare male, per illudersi, ancora una volta, che va bene così, che non rimane tempo per altro.
Bambini che fanno rumore