Qualcuno mi ha chiesto perché ho voluto scrivere Bambini che fanno rumore un libro sul disagio nell'infanzia. Perché ho scelto di parlare delle diverse forme attraverso cui i bambini esprimono questo disagio, ossia "fanno rumore".
I perché sono molteplici e nessuno di questi è sufficiente per spiegare interamente le motivazioni di questa scelta: il primo è che in tanti anni di lavoro ho conosciuto molti bambini e per ogni bambino vi era un modo differente di esprimere la sua sofferenza; il secondo è che troppo spesso questo rumore non veniva interpretato per essere il segnale di un disagio, ma come qualcosa che indicava un atteggiamento di scarsa educazione o aggressività da parte del bambino; il terzo è che troppe volte ho visto muri insormontabili di pregiudizi e giudizi che impedivano di vedere il bambino così come questo era in realtà: un bambino. Ma oltre ai bambini ho conosciuto le loro famiglie, ho sentito la loro sofferenza, il loro disagio, ho visto i loro limiti e le loro risorse.
Da tutto questo, da un'esperienza di contatto reale con i bambini e le loro famiglie nasce questo libro, pensato per parlare del rumore dei bambini, per raccontare le loro storie e riflettere, insieme, su cosa può fare la famiglia e tutti gli adulti che circondano il bambino per comprendere ed affrontare questo segnale di sofferenza, aiutandolo a trovare modi diversi di esprimere il suo disagio.
Un libro sulla vita di tutti i giorni, un'opera che spero risulti utile a tanti adulti che accompagnano i bambini nel loro percorso di crescita, ma sopratutto, spero rappresenti un'opportunità per aiutare anche per un solo bambino che soffre: perché, come tutti noi educatori sappiamo, la salvezza di un solo bambino vale un'intera vita di lavoro.
Bambini che fanno rumore
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